ACCOGLIENZA RIFUGIATI

CAS E SPRAR

Pari Passo intende dare forma e significato alle dinamiche provocate dall’odierno sistema di accoglienza. Non ci si pone quindi nell’ottica di essere investiti dal fenomeno migratorio rispondendo secondo una logica di pura emergenza ma, al contrario, si vuole prendere atto della necessità di modellare tale flusso secondo una logica che dia una forma ed un senso al viaggio che queste persone hanno compiuto. Alla base vi è quindi un profondo rispetto verso il “progetto migratorio”,rispetto che si attua nella realtà prevenendo dinamiche di corruzione (depressione, stato d’ansia, inattività, disorientamento, assenza di punti di riferimento, mancanza di integrazione sociale nel contesto legislativo-linguistico-lavorativo italiano), che spesso si innescano negli odierni Centri di Accoglienza, offrendo invece un percorso di accoglienza, integrazione ed autonomia.

 

In tale ambito, Pari Passo si propone di tutelare il valore più alto che le persone migranti già in sé portano: il legame con la propria famiglia. La famiglia con cui si è fatto il viaggio della vita, la famiglia per la quale si è partiti alla ricerca di condizioni economiche più favorevoli, la famiglia che ha puntato i risparmi di una vita nella speranza di offrire un futuro migliore per i propri figli partiti. La tutela del legame famigliare è infatti un elemento fondamentale del “viaggio”, un valore che potrà essere durevole nel tempo, sia nel caso di un ricongiungimento famigliare in Italia, sia nel ritornare nel Paese d’origine avendo sviluppato una formazione professionale, assistiti da una progetto di imprenditorialità locale.

 

L’accoglienza abitativa è caratterizzata nella provincia di Vicenza nella modalità di accoglienza diffusa, formata cioè da unità abitative di piccole dimensioni (appartamenti e case in genere). L’ottica è quella di costruire un senso di “normalità”, avvicinandosi il più possibile al concetto di “Casa”, superando quello di “Centro di Accoglienza” luogo spesso sovraffollato e fonte di disagio. L’offerta si rivolge alle famiglie di richiedenti asilo e rifugiati, anche monoparentali (in genere mamme con figli), con lo scopo di tutelarne l’unità, offrendo al contempo una reale possibilità di integrazione linguistica, lavorativa e più in generale sociale nella comunità ospitante. L’offerta si rivolge altresì a singole persone richiedenti asilo e rifugiate, sempre mirando alla cura e alla tutela del legame famigliare (ricongiungimento, aiuto della famiglia nel Paese d’origine tramite rimesse dirette ecc..).